Notizie Informatiche.... L'informatica è anche Informazione corretta.

Le notizie più  recenti sono all'inizio della pagina.
Collabora anche tu inviando url di notizie importanti a brunocipo@togliquestogmail.com






ADSL INCENTIVI 2010: CELLULARI E CHIAVETTE COMPRESI? 50 EURO DI SCONTO

L'importo degli incentivi in totale per l'adsl 20 milioni di euro che potranno essere richiesti come gli altri bonus ovvero direttamente acquistando l'abbonamento dall'operatore preferito.
Secondo indiscrezioni lo sconto dovrebbe essere di 50 euro e potrebbe essere attivabile anche per Internet Key e cellulari smartphone che si possono collegare in Rete.
Nulla sembra esserci per l'acquisto di pc.




e noi paghiamo!!


Le truffe su internet aumentano...







Videosorveglianza (informatica) a Massa



Gli schiavi di Internet... facebook & C.
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/magazine/2010/01/23/AMX4AaJD-schiavitu_sintomi_malati.shtml

Crescono gli `schiavi´ di Internet. «La prevalenza di questa patologia nella popolazione generale appare in aumento soprattutto nei giovani, che vanno poi a coinvolgere le famiglie, su cui ricade il carico soggettivo e oggettivo del disturbo psichico», dice lo psichiatra Federico Tonioni, coordinatore dell’ambulatorio dedicato all’Internet Addiction Disorder presso il Policlinico Gemelli di Roma.

Solo per Facebook, il più famoso social network, si stima che circa il 10% degli iscritti sviluppi una dipendenza. Gli specialisti distinguono 5 sottotipi: la cyber-sexual addiction (sesso virtuale e pornografia), la cyber-relational addiction (social network), la net-compulsion addiction (gioco d’azzardo, shopping e commercio on-line), l’information overload (ricerca ossessiva di informazioni) e la computer addiction (coinvolgimento eccessivo in giochi virtuali o di ruolo). «Nel 1995 lo psichiatra americano Ivan Goldberg ha definito il concetto di Internet Addiction Disorder (IAD), individuandone -prosegue l’esperto- sette principali sintomi caratteristici: il bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore `in rete´ per ottenere soddisfazione; la marcata riduzione di interesse per altre attività che non siano internet; lo sviluppo, dopo diminuzione o sospensione dell’uso della rete, di agitazione psicomotoria, ansia, depressione, pensieri ossessivi su cosa accade on-line».

«I disturbi mentali caratterizzati da comportamenti estremi nella sfera dell’abuso da video -spiega ancora lo psichiatra del Gemelli - possono condurre a un deterioramento del funzionamento fisico e psichico del soggetto fino a farla diventare una patologia. È patologia quando aumentano progressivamente le ore di collegamento e diminuisce il tempo disponibile da dedicare alle persone care, agli amici e alla famiglia, quando il virtuale acquista una importanza maggiore della vita reale dalla quale il soggetto tende a estraniarsi sempre più. Con problemi in ambito familiare, lavorativo, scolastico e della salute che si traduce in un malessere psicofisico».





Miracoli del cosiddetto "domain hacking", cioè l'idea di sfruttare le estensioni dei domini per ottenere brevi frasi facilmente memorizzabili e di grande appeal. Una pratica che ha fatto la fortuna di staterelli spesso minuscoli e sconosciuti. Si pensi soltanto al caso delle isole Tuvalu, in Polinesia, proprietarie dell'estensione .tv: grazie a un accordo con il colosso Verisign, il governo di quel paese riceve un milione di dollari ogni trimestre per lo sfruttamento del suo dominio, tanto amato dai grandi network televisivi.

Per la sua conquista, il Montenegro deve ringraziare il caso ma anche il signor Ilan Shavit, avvocato israeliano che il 23 maggio 2006, a quarantotto ore dal referendum sull'indipendenza, presentò richiesta all'Icann per assegnare al nuovo stato il dominio .me. Nella sua lettera si legge, tra l'altro: "Si tratterebbe di un bellissimo regalo a quel paese". Mai parole furono più profetiche.


E dagli e dagli  la Micro$oft deve accettare anche browsers "diversi"



Come andare in galera... files "contraffatti"  scarichi diskeeperproV30.rar e..... contiene pornobimbo.avi





Finalmente!!! il telefonino fa beneee!!!
Esercizio: trova la fonte originale della notizia.
ricerca su google news
l'alzheimer





Il cervello del gatto lo stanno "clonando" ... a quando quello di un insegnante? ;-)


Non è per essere insistente, ma... l'auricolare lo usi? Ricorda anche il principio di precauzione...
Mi sono permesso di riportare il testo completo a destra, evidenziando le parti chiave.
chi mi traduce in italiano questo?
"Precautionary Approach to Wireless Communication"

Allarme cellulari

di Agnese Codignola
Un aumento del cinque per cento di alcuni tumori cerebrali per ogni cento ore al telefono. Parola di un panel indipendente
 
Tumori rari. Piccoli numeri, dunque. Ma il collegamento tra l'insorgenza di tumori cerebrali e uso dei cellulari c'è. A lanciare l'allarme sono decine di ricercatori, medici, esperti di salute pubblica, fisici di 12 Stati europei e nordamericani, tutti indipendenti e tutti convinti nel firmare il documento 'Cellulari e tumori cerebrali: 15 motivi per essere preoccupati' (www.radiationresearch.org/). Che anticipa le conclusioni del grande studio Interphone, condotto in 13 Paesi, Italia compresa, sul quale sono stati investiti 30 milioni di euro e che dovrebbe essere reso noto entro dicembre.

CELLULARI LE DIECI REGOLE SALVA SALUTE

Il panel passa in rassegna tutti gli studi fatti sull'argomento negli ultimi anni, fa la tara a quelli ottimisti sponsorizzati dalle aziende e a quelli pessimisti. Calibra e rilegge tutti i dati, che sono una marea. E conclude che l'aumento del numero di casi di cancro cerebrale collegato all'utilizzo estensivo del cellulare, per quanto piccolo, c'è e si può misurare: per ogni cento ore di uso del telefono il rischio di neoplasie del cervello crescerebbe del 5 per cento. Quando l'uso è estensivo gli scienziati calcolano che l'incidenza del tumore potrebbe crescere per ogni anno dell'8 per cento; per ogni decennio del 280 per cento; e se l'impiego è iniziato nell'adolescenza sale addirittura del 420 per cento. E questo accade perché i campi magnetici agiscono sul Dna. Inoltre indebolirebbero la barriera esistente tra cervello e circolo sanguigno, e danneggerebbero la fertilità maschile.

L'8 per cento l'anno sarebbe un'enormità se lo applicassimo ai big killer (tumori del seno, del colon, del polmone che colpiscono decine di migliaia di persone). Faccenda diversa se si parla di cancri rari: in Italia, nel loro insieme, i tumori cerebrali colpiscono 10 italiani su 100 mila all'anno (circa 15 mila persone, per lo più sotto i trent'anni). Le forme più collegate ai cellulari sono il glioma, che rappresenta quasi la metà dei casi, circa 7 mila nuovi malati l'anno; il meningioma, il 15 per cento, circa 2 mila nuovi malati l'anno; e il tumore del nervo acustico l'8 per cento del totale. Va detto, però, che tra il 1986 e il 2005 si è avuto un aumento dei casi dello 0,5 per 100 mila abitanti tra gli uomini e dello 0,9 per cento tra le donne.

Queste le opinioni del super panel indipendente alle quali il grande e costoso Interphone non potrà aggiungere granché. Anche perché, nell'attesa, sono fioccate critiche e maldicenze. A partire dalla constatazione che Interphone, pur essendo sponsorizzato dall'Oms, è in gran parte finanziato da industrie. E che nessuno capisce perché dallo studio siano stati esclusi i bambini, considerati da tutte le autorità sanitarie del mondo i soggetti più vulnerabili.
(10 dicembre 2009)





Applicazioni mobili informatiche... interessantissimo!  link all'originale

Applicazioni mobili: ecco le 10 che useremo di più nel 2012

di Gianni Rusconi

Musica e chat? Certo. I giochi? Molto meno. Ma soprattutto navigazione on line e servizi di pagamento e di trasferimento di denaro. Nell'identificare le 10 applicazioni consumer che andranno per la maggiore su telefonini e smartphone nel 2012, gli analisti di Gartner hanno considerato gli impatti di queste sugli utenti e sugli operatori, il giro d'affari, i modelli di business che ne sorreggono l'offerta e soprattutto la diffusione che avranno su scala globale. Facendo una premessa importante: i carrier mobili, al crescere dell'utilizzo di smartphone e terminali "Internet oriented" da parte dei consumatori e della popolarità dei negozi di applicazioni in stile Apple App Store, vedranno ridursi il proprio dominio, aprendo spazi di mercato altri attori protagonisti, compagnie Internet e produttori di cellulari in primis. Tutti si contenderanno – nella doppia veste di concorrenti e partner – il controllo del cosiddetto ecosistema (terminali, servizi, applicazioni, sviluppatori) e di quella "user experience" che sembra essere diventata, dall'avvento dell'iPhone e delle interfacce touchscreen in poi, una componente essenziale per un dispositivo mobile.

Ecco la top 10 delle applicazioni mobili consumer previste da Gartner per il 2012:
Trasferimenti di denaro
Tramite appositi servizi via Sms milioni di persone, dei Paesi emergenti in particolare, invieranno somme di denaro molto più velocemente e con minori costi rispetto ai tradizionali sistemi di trasferimento. Per sostenere la veloce crescita di questi servizi e garantire la sicurezza saranno comunque necessari piani regolatori più strutturati di quelli attuali.

Servizi di localizzazioneI cosiddetti location-based services (LBS) contribuiranno secondo Gartner a cambiare sostanzialmente lo scenario del mercato delle applicazioni mobili nel corso dei prossimi anni. Gli utenti di tali servizi cresceranno infatti dagli attuali circa 96 milioni ai 526 milioni previsti per il 2012, con ovvie conseguenze sul volume d'affari di operatori e content provider, siti di social networking compresi.

Ricerca
La nuova frontiera dei servizi di mobile search riguarda la capacità di aumentare le opportunità di vendita e di migliorare le azioni di marketing direttamente dal telefonino. L'impatto di questi servizi sarà assai rilevante sia a livello di innovazione tecnologica che di ricavi per i quei (pochi) fornitori che sapranno rendere unici e fidelizzati i rispettivi servizi di ricerca mobile.

Web Browsing
La possibilità di navigare in Rete è già oggi una prerogativa di oltre il 60% dei cellulari finiti sul mercato nel 2009. Tale percentuale salirà secondo Gartner all'80% entro il 2013. E il Web accessibile da telefonino sarà una componente chiave delle strategie "business to consumer" in mobilità di moltissime organizzazioni.

Health Monitoring
La possibilità di controllare a distanza lo stato di salute di un paziente sarà utilizzata in modo più "massivo" in futuro nel settore sanitario per ridurre i costi legati alle malattie croniche e migliorare la qualità della vita dei pazienti stessi. Il fenomeno è prossimo a raggiungere lo stadio di maturità a livello di domanda e offerta, grazie a una sempre più ampia disponibilità di soluzioni e servizi dedicati.

Pagamenti
I pagamenti via cellulare sono un servizio sempre più diffuso che interessa vari soggetti (banche, carrier telefonici, negozi, vendor di dispositivi, enti regolatori e naturalmente i consumatori) e interessano in modo differente i singoli Paesi, da quelli maturi a quelli in via di sviluppo. Non ci sarà quindi un modello standard di distribuzione globale, sebbene il fenomeno interesserà milioni e milioni di utenti.

Advertising
La pubblicità sui telefonini sta continuando a crescere praticamente ovunque nel mondo grazie alla maggiore penetrazione degli smartphone e dei collegamenti wireless alla Rete e al fatto che gli inserzionisti la vedono come strumento complementare a Tv, radio e carta stampata. Nel 2008 questo mercato ha toccato quota 530 milioni di dollari, nel 2012 arriverà secondo Gartner a superare i 7,5 miliardi di dollari. E la promessa agli utenti è già quella di terminali, applicazioni e servizi gratuiti in cambio dell'obbligo di visualizzare o ascoltare gli spot sul proprio cellulare.

Instant Messaging
Cadute ormai le barriere, costi e problemi di usabilità dei programmi, che ne avevano limitato la diffusione, i servizi di chat sono avviati a diventare una delle "killer application" dell'industria mobile. La popolarità dei social network e il fatto che nei Paesi in via di sviluppo il cellulare è l'unico mezzo di comunicazione per la maggior parte della popolazione sono i due principali driver di un fenomeno realmente globale.

Musica
Non ha tutti piace, sebbene il giro d'affari delle suonerie sia di parecchi miliardi di dollari l'anno. Eppure la musica sul cellulare ha avuto fino a oggi non poche difficoltà a ritagliarsi uno spazio fra i servizi preferiti dagli utenti mobili. Lo sforzo di vari vendor - vedi Nokia, primo produttore al mondo di cellulari, con il suo portale Ovi, o la stessa Apple con il suo iTunes – hanno creato le condizioni affinché i servizi a pagamento per il download di brani sul telefonino possa diventare sempre più popolare nei prossimi anni.

4 DICEmbre 2009


Facebook, riporto di sotto l'articolo intero per comodità

SOCIAL NETWORK

Quando Facebook rovina la vita

Raccontare i fatti propri sul social network può costare molto caro. Una carrellata di casi più famosi


MILANO –
Una foto inopportuna nel proprio album, un commento fuori luogo, un aggiornamento pubblicato nel momento sbagliato ed ecco che a causa della passione per Facebook ci si ritrova nei guai senza nemmeno rendersene conto. Chi possiede un account all’interno del popolare sito di amicizie e lo utilizza quotidianamente per tenere informati gli amici in merito alle proprie attività o al proprio sentire farebbe bene a prestare attenzione a ciò che dice: Facebook è uno strumento divertente, ma usarlo male può costare caro.

L’ULTIMO CASO - Lo sanno bene Tareq e Michaele Salahi, una coppia dello stato della Virginia assurta alle cronache internazionali per essersi intrufolata alla cena di Stato in onore del primo ministro indiano Manmohan Singh tenutasi alla Casa Bianca. A smascherare i due intrusi sono state proprio le foto dell’evento pubblicate da Michaele sulla propria pagina del «libro delle facce». Nelle immagini si vedono i due mentre posano sorridenti e disinvolti accanto alle varie personalità presenti alla cena, compreso il vicepresidente Joe Biden. Dalla Casa Bianca la conferma che i due non erano nella lista degli invitati; dai Servizi Segreti l’ammissione che qualcosa non ha funzionato nelle procedure di sicurezza; e dagli «amici» di Facebook della coppia una vera e propria valanga di insulti per il modo in cui i due hanno cercato i loro 15 minuti di gloria. Perché quel che è certo è che il loro gesto ha dimostrato a tutto il mondo che mettere in pericolo la sicurezza della Casa Bianca non è poi così difficile. Infatti il Presidente Obama ha ordinato un’indagine per capire come ciò sia stato possibile.

I PRECEDENTI – Quello di Tareq e Michaele è solo l’ultimo caso famoso di «uso improprio» del sito di social networking creato da Zuckerberg. Celebre il caso della 16enne inglese Kimberley Swann, licenziata per aver definito noioso il proprio lavoro in un messaggio pubblicato sul muro di Facebook, come pure quello della giovane canadese Natalie Blanchard, che a causa delle foto sorridenti pubblicate nella pagina del suo profilo si è vista revocare l’assegno di malattia che da quasi due anni riceveva dalla sua assicurazione per via di una grave depressione. È rimasta senza lavoro anche Ashley Payne, insegnante 24enne di Atlanta, colpevole di aver pubblicato delle foto in cui è ritratta mentre sorseggia un cocktail alcolico. Ha avuto la sua bella dose di umiliazione Kevin Colvin, impiegato presso la Anglo Irish Bank che, dopo aver preso una giornata di permesso dal lavoro con la scusa di problemi familiari, ha visto bene di pubblicare le foto della festa di Halloween cui ha partecipato proprio in quel giorno. Il suo capo le ha viste e le ha inoltrate a tutti i superiori. Memorabile la gaffe della mogliettina di Sir John Sawers, Lady Shelley Sawers, che proprio mentre il marito stava per essere nominato capo dei Servizi Segreti britannici ha pubblicato le foto della loro bella casa e dei loro amici, con tanto di dettagli sulle proprie abitudini, mettendo così a rischio la sicurezza del marito. Infine, per restare in casa nostra, vi è il caso del gruppo «Uccidiamo Berlusconi…», che si è guadagnato un fascicolo presso la Procura di Roma in quanto riconoscibile come «istigazione all’odio».

Alessandra Carboni
03 dicembre 2009



Energia elettrica a costi variabili



di nuovo i cellulari .... ed anche gli altri ...
PRECAUZIONI - In attesa di avere dati più certi sui rischi, è comunque consigliabile adottare alcune precauzioni. Solo il 2% dei bambini e degli adolescenti, ad esempio, utilizza gli auricolari. «Il che è preoccupante - sottolineano i ricercatori svedesi - Non sono stati ancora chiariti gli effetti sul lungo periodo dell'esposizione alle onde elettromagnetiche. Al momento si prende in considerazione solo il riscaldamento prodotto dai cellulari (il cosiddetto "effetto termico"). Ma potrebbero esserci altri fattori indipendenti dal riscaldamento di cui potremmo renderci conto solo dopo molti anni».

anche il WIFI e tutte le altre radiazioni...

A causa della crisi economica cala la spesa pubblicitaria, dappertutto tranne che su Internet!!!

10 novembre 2009

Nielsen, da gennaio a ottobre investimenti pubblicitari in calo del 16%

Da gennaio a settembre 2009 gli investimenti pubblicitari ammontano a 5.990 milioni di euro con una flessione del -16% rispetto al corrispondente periodo del 2008. Nel confronto tra settembre 2009 e settembre 2008 la variazione è del -12,8%. Lo rende noto Nielsen in un comunicato. A livello di settori merceologici, considerando il periodo cumulato, si registrano un -11,6% per gli alimentari, -21,3% per le auto e -5,7% per le telecomunicazioni. Wind, Unilever, Vodafone, Telecom Italia Mobile, Ferrero, Barilla, Procter&Gamble, L'Oreal, Volkswagen e Fiat Divisione Fiat Auto guidano la classifica dei Top Spender nei primi nove mesi del 2009 con investimenti pari 829 milioni di euro, in calo dell'11,9% sul corrispondente periodo dell'anno scorso.

La televisione, considerando i canali generalisti e quelli satellitari (marchi Sky e Fox), mostra una flessione del 13,2% sul periodo cumulato e del 7,1% sul singolo mese. La stampa, nel suo complesso, da gennaio ha un calo del 23,6%. I periodici diminuiscono del 28,8% con l'abbigliamento a -29%, la cura persona a -24,3% e l'abitazione a -31,7%. I quotidiani a pagamento mostrano una flessione del -19,5% con l'automobile, l'abbigliamento e la distribuzione, i tre settori più importanti, che riducono la spesa rispettivamente del 34,5%, del 24,1% e del 25,7%.
Sono in controtendenza l'abitazione che aumenta dell'8,8% sul cumulato (e del 15,6% settembre 2009 su settembre 2008) e il turismo/viaggi con +7,5%. A livello di tipologie la commerciale segna -22,9%, la locale -15,1% e la rubricata/di servizio -17,1%. In contrazione anche la raccolta dei quotidiani free/pay press (-28,7%). La radio diminuisce da gennaio del 14% ed é in leggera crescita nel confronto mensile settembre 2009 su settembre 2008 (+0,6%). Fanno registrare variazioni negative anche: affissioni (-26%), cinema (-12,4%), out of home tv (-1,1%) e direct mail (-17,9%).
Performance positiva invece per Internet che cresce del +5,2% raggiungendo i 421,4 milioni di euro e per le cards (+1,0%). Si aggiungono al mercato fin qui analizzato gli investimenti pubblicitari sul Transit, la pubblicità dinamica gestita da IGPDecaux su metropolitane, aeroporti, autobus e tram. Da gennaio a settembre 2009 l'advertising è di circa 71 milioni di euro.

10 novembre 2009



interessante, annunci locali di ebay per Massa (elettronica)

Il nuovo smartphone droid di Motorola, clicca l'immagine per le specifiche, come si posiziona rispetto ad un PC?
         


La prima (?) macchina fotografica con due schermi e touch technology


L'ICANN e gli alfabeti...





22 Ottobre: é in corso lo SMAU a Milano


Alcune notizie locali
 





Questa più che una notizia è una opinione (autorevole) riguardo la epidemia di influenza "suina" in arrivo.
le parole chiave sono: "psicosi di massa" "terrorismo mediatico" "interessi privati"
l'originale lo trovate qui


IL TEMPO DELL'EPIDEMIA MEDIATICA

di Donato Greco 09.10.2009

La paura dell'epidemia è radicata nell'essere umano e prevale sulla comunicazione basata sull'evidenza e sugli elementi scientifici disponibili. Esempio eclatante quanto accaduto con l'influenza aviaria. Una storia che rischia di ripetersi con il virus H1N1, anche se nei paesi già colpiti la sua incidenza è stata bassissima. E se gli allarmi del passato hanno permesso l'avvio di reti di sorveglianza adeguate e la crescita della cultura della prevenzione, speriamo che in futuro diminuiscano i falsi allarmi e si possa comunicare il rischio reale senza provocare allarmismo.

Credit © European Communities, 2009

 

L’influenza è un problema importante e ogni anno si ripresenta con i suoi altissimi costi sanitari e sociali. Quest’anno poi c’è una ulteriore brutta sorpresa: a fianco ai “normali” virus stagionali, se ne è aggiunto uno assolutamente nuovo, che è stato capace di acquisire geni dai virus influenzali degli uccelli e da quelli dei suini.
Quali i possibili imminenti scenari per il nostro paese?

SCENARIO N. 1

Il virus suino si diffonde molto rapidamente nella popolazione giovane e adulta, fino a raggiungere un picco nel mese di dicembre per poi scemare nel mese successivo, quando inizia l’epidemia stagionale che permane, come di consueto, fino agli inizi di aprile. La velocizzazione dei contagi favorisce la crescita di virulenza del virus, casomai anche sviluppando qualche ulteriore mutazione. Si procede quindi a una intensiva campagna di vaccinazione di massa, a partire da fine ottobre fino a dicembre. La vaccinazione, insieme alle altre misure, riesce ad attutire l’impatto dell’epidemia riducendo la mortalità e la morbosità delle complicanze.

SCENARIO N. 2

Continua a esaurimento la trasmissione modesta del virus suino, le infezioni restano clinicamente molto moderate, non vi sono nuove mutazioni virali, l’incidenza dell’influenza è da 10 a 30 volte inferiore della ricorrente “stagionale”, l’epidemia si spegne a Natale per far posto al virus stagionale che inizia il suo consueto percorso. La vaccinazione contro il virus suino non viene fatta e il trattamento antivirale viene riservato ai casi di infezione nei soggetti ad alto rischio di complicanze batteriche.

COSA FARE, ALLORA?

Il principio di precauzione richiederebbe di sposare lo scenario peggiore e di prepararsi a una epidemia violenta: limitazioni agli spostamenti e riduzione degli eventi di comunità; campagna per il lavaggio delle mani e per le misure di distacco sociale; acquisizione di farmaci e vaccini in quantità e preparazione di piani urgenti specifici.
Ma nella maggioranza degli oltre cento paesi dove, da febbraio a oggi, il virus si è trasmesso, l’epidemia suina è ormai finita. L’incidenza è stata bassissima: da dieci a trenta volte inferiore a quella “stagionale”. Anche in Messico, primo paese colpito, l’epidemia è terminata a fine luglio. Ed è in fase calante anche negli Usa e in Inghilterra. In tanti mesi, pochi casi: decine di migliaia, confrontati con i milioni dell’abituale influenza stagionale. E senza vaccinazione e drastiche misure sociali.
Appare quindi chiaro che il nuovo virus ha un andamento analogo ad altri virus influenzali epidemici: nelle fasi interepidemiche si trasmette in maniera strisciante mentre esplode in epidemia per circa due mesi, ma con una “forza” molto più moderata di quella “normale” dell’influenza stagionale. (1)
È indubbio che sia necessario essere pronti, ma anche considerare la molto probabile ipotesi che la stragrande maggioranza delle contromisure epidemiche non saranno necessarie: non chiuderemo scuole, né comunità, non useremo farmaci profilattici né ci vaccineremo, anche perché, speriamo, l’epidemia andrà al suo termine prima che il vaccino sia realmente disponibile.
In conclusione: tanta cautela, drastica riduzione della comunicazione terroristica, continua e cauta sorveglianza, continua preparazione silenziosa al peggio, ma anche concreta visione di un fenomeno “morbido” analogo ad altri del passato trascorsi in silenzio.

FALSI ALLARMI E AFFARI

L’allarme epidemico è, ed è sempre stato, un formidabile propagatore di paura: ben al di là degli elementi scientifici disponibili, la paura dell’epidemia appare ben radicata nell’essere umano e prevale sulla comunicazione basata sull’evidenza.
Ma se la paura era razionale nelle epoche in cui le epidemie erano ricorrenti e mortali per intere fette di popolazione, meno logica è oggi, quando le tecnologie, le conoscenze, i sistemi di sorveglianza garantiscono da improbabili catastrofiche epidemie. E invece sistematicamente assistiamo a epidemie mediatiche, ove l’allarme va ben al di là del rischio reale, con conseguenze nefaste per la popolazione e per l’economia.
Solo negli ultimi dieci anni, in Italia, ne abbiamo viste parecchie.
L’allarme mucca pazza, che ha fatto crollare il mercato delle carni per un bel periodo senza che la nuova variante di morbo di creutsfell-jacob abbia fatto registrare un singolo caso nel nostro paese.
L’allarme Sars, il nostro comunissimo virus del raffreddore, che ha prodotto una catastrofe economica (commerci interrotti, aeroporti chiusi, viaggi proibiti) ma per fortuna solo quattro casi importati in Italia, tutti guariti.
L’allarme più grande è stato senza dubbio quello dell’influenza aviaria: un cataclisma mediatico durato sei mesi senza che vi sia stata alcuna trasmissione del virus H5N1 da uomo a uomo.
Abbiamo assistito a teatrini che oggi appaiono in tutta la loro comicità: un ministro della Salute che si precipita in soccorso a poveri cigni in cattive condizioni di salute; gli ombrellini anti pioggia fecale da stormi di anatre migranti in vendita a Napoli; l’astensione dal consumo di carne di pollo; centinaia di prime pagine dei quotidiani per mesi; un inferno di trasmissioni televisive; grande disorientamento della popolazione e anche dei medici.
Certo, c’è stato chi ha gongolato molto e, molto verosimilmente, non è stato estraneo all’epidemia mediatica. Industrie farmaceutiche sull’orlo della crisi sono state capaci di coinvolgere i politici dei paese ricchi alla corsa di “chi compra di più”, offrendo all’opinione pubblica la falsa assicurazione che il farmaco avrebbe protetto dall’epidemia. Istituzioni specializzate, laboratori, reparti infettivi, veterinari, hanno avuto una splendida occasione per auto-valorizzarsi e ottenere risorse, posti, dipartimenti.
Gli allarmi citati hanno però fatto bene anche all’intero sistema salute. Finalmente sono state avviate adeguate reti di sorveglianza, è drasticamente migliorata la capacità diagnostica clinica e di  laboratorio, è cresciuta la cultura della prevenzione.
C’è da sperare che tutto questo contribuisca anche a diminuire falsi allarmi futuri, che diventi meno impunibile la speculazione mediatica e commerciale, che si possa comunicare il rischio reale senza provocare allarmismo. Una cosa difficile in un mondo dove l’informazione è globalizzata e quindi poco governabile.


(1) Vedi ultimo aggiornamento www.ECDC.europa.eu




Perchè all'estero si parla Inglese molto meglio di noi.
Puoi sempre vedere i film in lingua originale su DVD!



stupido

pragmatismo (lo fanno anche in UK)

Umberto Eco e la Wikipedia






CATENE DI SANT ANTONIO - Qualche esempio. Un pacchetto di indirizzi email da usare per far partire una classica catena di San t’Antonio? Sei dollari. Un servizio di spam? No ve dollari (costa così poco invaderci la posta con la spazzatura... non è un caso che secon do le stime 9 mail su 10 inviate nella blogosfe ra siano spam). Per capire quando l’affare dei virus è entrato nel giro del grande business basta osservare la crescita esponenziale dei malware, i software «cattivi» che si imposses sano dei nostri pc per risucchiarne informa zioni: 428.239 nel 2006, 1.136.981 nel 2007, 2.828.304 nel 2008 fino ad arrivare alla vera esplosione stimata per il 2009: 4.068.969. Sem brano i numeri della diffusione dell’influenza A. La crisi finanziaria può aver accelerato di un po’ la crescita del cybercrime, ma il trend è precedente. Con il senno di poi il geniale ma preistorico virus «ILoveYou» (del 2000) sem bra appartenere a un’epoca romantica. Ora la tecnica che va per la maggiore è quella che nel gergo degli esperti dell’intelligence digita le viene definita «Swiss army knife», il coltelli no multiuso svizzero. In cosa consiste? L’im magine è abbastanza eloquente: tentano lo scasso digitale con più strumenti allo stesso tempo. Mentre siete distratti dallo spamming e tentate di difendervi dal phishing (cioè il tentativo di farvi abboccare all’amo di una qualche falsa comunicazione ufficiale della vo stra banca per avere i vostri dati sensibili) vi si apre una finta finestra del vostro antivirus per allertarvi: virus in arrivo. Voi esasperati cliccate su nega l’accesso. E un malware vi en tra nel laptop. Uscendo dalla visita del Soc, al l’idea di accendere il computer per accedere al web, tremano le mani.